I SETTE MARI e CAMPUS ASINARA

Secondo progetto Nazionale

 

Venerdì 14  Giugno, alle ore 18:30 presso il Museo Del Mare, ubicato nel porto di Porto Torres, I Sette Mari hanno presentato la Seconda Edizione del Progetto Nazionale 2013. L’invito è aperto a tutti ed è rivolto in particolar modo a coloro che siano interessati a prender visione dei contenuti, tempi/luoghi di svolgimento e  ulteriori specifiche dettagliate relative all’articolazione della Programmazione.

Nello Specifico  il Progetto, che sarà portato avanti interamente dal Presidente de “I Sette Mari” Luca Occulto e dal Responsabile Educativo Francesco Ligios, prevede la partecipazione a numero chiuso (min 16 - max 20 unità) di bambini/ragazzi di età compresa tra gli 11 ed i 16 anni. L’intero espletamento delle attività, avrà luogo nel meraviglioso Parco Nazionale dell’Asinara.

 

I ragazzi partecipanti alla suddetta programmazione, rappresenteranno l’elite della subacquea giovanile all’interno dell’Area Marina Protetta  ed avranno come obbiettivi primari quelli di conoscere, esplorare tutelare e salvaguardare lo splendido mondo sommerso che la contraddistingue, e tutte le forme di vita in essa presenti. Quanto finora esposto potrà esser realizzato grazie all’iter formativo che  condurrà gradualmente tutti i partecipanti all’acquisizione ed all’accrescimento di competenze e nozioni relative alla sfera subacquea estremamente avanzate, attraverso l’attuazione di una didattica ispirata alla subacquea tecnica.

 

Nell’arco dell’intera programmazione si tenderà a valorizzare un approccio di tipo globale all’ambiente, che ponga attenzione anche alla dimensione percettivo-sensoriale, nell’ambito generale delle diverse qualità cognitive della persona; si favorirà l’utilizzo del territorio come laboratorio didattico in cui trovare stimoli per la ricerca, la riflessione, la sperimentazione, la soluzione di problemi; si darà priorità ad attività che tengano conto dell’importanza dell’interazione per sollecitare concretamente ad esprimersi, coinvolgersi, documentarsi, prendere posizione e agire per l’ambiente.

L’obbiettivo è da ravvisarsi dunque nell’individuare un “rapporto uomo-ambiente naturale”: interazione e reciproca influenza (stimolare nei bambini la riflessione di "come" e di "quanto" l’uomo abbia modificato l’ambiente naturale e nel contempo dell’importanza che l’ambiente naturale ha per la possibilità di vita dell’uomo).

All’interno della Splendida realtà del Parco Nazionale dell’Asinara rimasto per svariati aspetti, totalmente incontaminato rispetto all’azione dell’uomo, i bambini/ragazzi avranno l’opportunità di comprendere il significato più profondo della perfezione della natura, di quanto sia importante e si renda indispensabile proteggerne gli equilibri che ne rendono possibile la sua unicità.

 

I Sette Mari tendono a sottolineare che l’intera articolazione ed imminente attuazione del Progetto si è resa possibile grazie anche alla preziosa collaborazione dei seguenti partner:  Parco Nazionale dell'Asinara - Centro Iperbarico Sassarese - Scubapro - TSA Europe – Capitaneria di Porto/Guardia Costiera - Amministrazione dei Comune di Sorso e  Porto Torres.

 

 

Dopo 73 anni trovate due navi tedesche

affondate dalle mine vicino alla Gorgona

 

 

E’ con grande orgoglio che T.S.A. porta a conoscenza i dettagli della spedizione che ha reso possibile l’individuazione, l’identificazione e l’esplorazione di due navi gemelle tedesche il FREIEFELS e il GEIERFELS affondate a largo di Livorno il 19/12/1940 ad una profondità di circa 140 m.

 

Tutto questo è stato possibile grazie al duro lavoro, alla forte passione e al grande impegno del G.S.D. Team, un gruppo di appassionati subacquei che hanno riportato alla luce un “nuovo” pezzo di storia e dato nuovo impulso alle esplorazioni di relitti storici in alti fondali: Primo Valentini (T.S.A. Trimix diver), Andrea Bada (T.S.A. Trimix Instructor), Maurizio Bertini (IANTD Trimix Instructor) e Davide Bianchi (IANTD Trimix diver).

 

Vi terremo informati passo passo, sulle novità dell’esplorazione e ringraziamo il G.S.D. Team per aver voluto condividere con noi i dettagli della la loro missione.

 

 

LIVORNO – da “Il Tirreno” 16 giugno 2013

 

Prendete la voglia di avventura di Indiana Jones, la passione per gli abissi di Jacques Costeau e la cocciutaggine investigativa del commissario Montalbano. Mischiate i tre ingredienti e potrete capire come quattro amici siano riusciti, autofinanziandosi, a svelare un mistero marittimo lungo 73 anni individuando la posizione delle due navi gemelle, battenti bandiera tedesca, affondate la notte del 19 dicembre 1940 tra Livorno e la Gorgona, per essere finite su un campo minato in mare.

 

Per trovare il loro tesoro nascosto, un cimitero di lamiere in fondo agli abissi del Mar Tirreno, Primo Valentini, professione artigiano, gli istruttori Maurizio Bertini e Davide Bianchi e la “new entry” nel team Andrea Bada, che vive a Torino per gran parte del tempo, hanno studiato mappe e rotte per più di due anni. «L’idea ci è venuta tra il 2010 e il 2011 - raccontano in coro - siamo appassionati di subacquea e di relitti, avevamo sentito parlare di queste navi scomparse ad un’ora di distanza l’una dall’altra e abbiamo iniziato ad informarci». Da allora hanno accumulato foto e notizie spulciando giornali e vecchi registri navali. Durante l’inverno, spesso nel weekend, sono saliti alternativamente a bordo di un gommone e di un’imbarcazione con la strumentazione necessaria, e hanno setacciato l’area dove i piroscafi, lunghi 160 metri ciascuno, potevano essersi inabissati. Nei mesi scorsi le ultime conferme dall’ecoscandaglio che ha fornito l’effettiva posizione della “Geierfels” e della “Freiefels” che tradotto dal tedesco significa, guarda caso, “Avvoltoio sulla roccia” e “Libera sulla roccia”.

 

«Lo scorso fine settimana - racconta Bertini - ci siamo immersi nel punto dove pensavamo che si trovassero i relitti a circa tre miglia e mezzo a est dell’isola di Gorgona e a 15 da Livorno». Tre dei quattro componenti del Gsd team, acronimo di Garfagnana Skindivers, hanno pinneggiato per quasi 140 metri. Poi in mezzo al blu delle profondità marine è comparso prima il ponte di comando con i sette oblò, le maniche a vento, i pennoni. E ancora gli argani a vapore con i quali venivano caricate a bordo perfino le locomotive, e pure le stive. «In una delle due navi - si legge in una scheda che le riguarda - c’era anche un campo da tennis».

«Purtroppo - vanno avanti - siamo potuti rimanere a quella profondità soltanto per pochi minuti, poi siamo dovuti risalire». Per gli amanti dei numeri i tre sub sono rimasti alla profondità di 140 metri per un quarto d’ora e per risalire in superficie hanno dovuto effettuare una decompressione di 201 minuti, oltre tre ore e mezzo, usando quasi cinque bombole ciascuno.

 

Per certificare la scoperta, giovedì mattina, parte del team si è presentato in Capitaneria di Porto per compilare il modulo di “Comunicazione di ritrovamento e identificazione di relitti di navi”. «Inizialmente - racconta Primo, che vive a Gallicano dove ripara caldaie - pensavamo di chiedere un’ordinanza affinché la zona venisse interdetta al traffico marittimo, ma poi ci abbiamo riflettuto e abbiamo preferito non rilevare pubblicamente le coordinate esatte, altrimenti siamo sicuri che qualcuno si sarebbe immerso per saccheggiare le due navi di quello che è rimasto all’interno: dalla campana al megafono del capitano fino alla leva di comando, una vera chicca per i collezionisti».

Il problema più grande di queste campagne sono senza dubbio i soldi. Gli ultimi due anni di lavoro, ad esempio, sono costati migliaia di euro e in gran parte li ha messi Primo Valentini. «Nella vita riparo caldaie, poi ho questa passione e lo faccio molto volentieri», dice quasi imbarazzato. Alla parte tecnica, invece, ha pensato un negozio di Pisa, l’Infinito blu, che ha fornito al team le attrezzature. «Per ringraziarli - dicono i quattro - abbiamo messo il loro logo sulla maglietta». Per tutto il resto è servita passione, curiosità e cocciutaggine. Solo così è stato possibile fare un bel tuffo nel passato.

 

 

 

 

CENTRO ACQUATICO NORD SALENTO forma i primi sommozzatori

dell’Istituto tecnico nautico Carnaro (Br)

 

Tra le attività extra scolastiche dell’istituto tecnico nautico “Carnaro” di Brindisi per l’anno appena trascorso, agli allievi è stata data la possibilità di seguire un corso subacqueo. Questo è stato possibile grazie ad una convenzione stipulata tra la scuola e il “Centro Acquatico Nord Salento”. Il Centro è un’associazione sportiva dilettantistica che ha sede a San Vito dei Normanni (Br)  e ha come attività principale quella di effettuare corsi subacquei di  tutti i livelli con istruttori qualificati affiliati alla didattica “Trimix Scuba Association”. Grazie all’impulso dato all’iniziativa dalla preside Prof.ssa  Clara Bianco e al coordinamento del Prof. Vito Giannotti si è dato l’opportunità a circa 30 allievi di iniziare e terminare con successo il 1° corso sub.  Gli stessi hanno conseguito il brevetto “Recreational diver 1*” e sono abilitati ad immersioni fino a 20 metri di profondità. Durante le lezioni si è tenuto, in modo particolare, a trattare l’argomento della sicurezza in mare e sono state date tutte le nozioni necessarie per evitare gli incidenti o saper gestire una situazione di pericolo. Le lezioni di teoria sono state svolte presso l’istituto, le prove in piscina a San Vito dei Normanni presso il “Resort dei Normanni” mentre le prove a mare sono state effettuate a Brindisi in zona “la Conca” e “granchio rosso”. L’immersione di fine corso, alla profondità massima di 20 metri, è stata svolta con partenza dalla sede navale del Centro Acquatico Nord Salento ubicata presso la  Lega Navale Italiana di Specchiolla.  Venerdì 7 giugno si è svolta, nella  biblioteca dell’istituto Nautico,  la cerimonia di consegna dei brevetti, alla quale è stato invitato il record man Paolo De Vizzi che tra pochi giorni tenterà di battere il record di permanenza sott’acqua di 36 ore.  Paolo, diversamente abile, ha raccontato la sua storia e il suo forte legame con il mare che lo ha aiutato a superare tutte le barriere e gli ostacoli che incontra nella vita quotidianamente. Sicuramente un messaggio positivo per tutti i ragazzi che sono rimasti entusiasti nel ricevere il proprio brevetto da una persona speciale, un esempio per tutti.     

 

Cansalento e Ist. Carnaro

DIVING FRAULA per "Save The Children"

 

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